Pantelleria è una piccola isola al centro del Mediterraneo che soffre di una oggettiva condizione di marginalità geografica, che finisce per divenire marginalità politico-istituzionale, sociale, culturale ed economica.
L’economia è caratterizzata da una storica tradizione agricola, che in passato ha consentito alla popolazione un discreto e generalizzato benessere relativamente ai beni di sussistenza Nel corso degli ultimi decenni, l’economia locale ha subito una significativa trasformazione, anche a causa dell’insufficiente capacità reddituale del settore agricolo, attraverso la nascita e lo sviluppo di strutture turistico – recettive a scarso impatto ambientale, a supporto delle quali sono attualmente in espansione servizi di vario genere e natura, che occupano una parte della popolazione residente (soprattutto nella stagione estiva). Il settore pubblico costituisce una delle voci principali dell’economia dell’isola.
La mobilità verso l’esterno è possibile grazie ai collegamenti aerei ed ai collegamenti marittimi; questi ultimo risente però di infrastrutture e mezzi poco adeguati, nonché di costi elevati anche per la popolazione residente o pendolare.
La cultura dell’isola vanta tracce plurimillenarie (reperti archeologici e testimonianze di civiltà avvicendatesi nel tempo) che si offrono all’interesse di studiosi di grande fama. Il territorio, nonostante le dimensioni ridotte, presenta una grande varietà di ambienti naturali e antropizzati che si prestano alle esperienze didattiche più svariate, dalla storia alla biologia, dalla geografia alle scienze sociali, all’educazione motoria. Il territorio dell’isola può essere considerato quindi un “ambiente laboratoriale” unico per la nostra scuola. L’istituzione del Parco Nazionale ha costituito l’occasione e lo strumento per la tutela e la valorizzazione del territorio isolano. Sono presenti nell’isola Enti/Associazioni culturali che mirano alla valorizzazione della cultura locale anche in interazione con la nostra comunità scolastica.
La maggior parte delle alunne e degli alunni e, ancor più, delle giovani studentesse e dei giovani studenti risente comunque di una mancanza di stimoli culturali al di fuori di quelli che offre la scuola. Il contesto socio economico è caratterizzato da famiglie prevalentemente poco numerose, con un reddito medio basso (spesso monoreddito).
Non vi sono sull’Isola istituzioni e/o servizi rilevanti per l’inclusione e l’integrazione delle alunne e degli alunni in condizione di disabilità. La scuola, tuttavia, ha un rapporto consolidato con una associazione privata onlus, che, a seguito di convenzione con l’ASP di Trapani, interviene tramite operatori specializzati con terapie riabilitative neuro psicomotorie e logopediche a supporto di casi per i quali le famiglie abbiano fatto richiesta. Il servizio viene però assicurato a partire dalla scuola dell’infanzia e sino alla scuola secondaria di primo grado.
Buoni sono i rapporti istituzionali con gli enti locali di riferimento, il Comune di Pantelleria e il Libero Consorzio Comunale di Trapani e con il distretto socio-sanitario facente capo all’ASP di Trapani.
L’Ufficio Scolastico Regionale per la Sicilia e l’Ambito Territoriale di Trapani offrono tutto il supporto possibile, manifestando in ogni occasione sensibile attenzione alle specificità ed alle esigenze della nostra scuola, che vive la condizione di “scuola di piccola isola”.
Parimenti, l’Assessorato dell’Istruzione e della Formazione Professionale della Regione Siciliana offre pieno sostegno alle istanze provenienti dalla nostra scuola e dal territorio in generale, anche attraverso specifici provvedimenti amministrativi dedicati.
La prima “missione” della nostra scuola deve essere quella di dare risposte ai bisogni e alle aspettative dei suoi utenti e del territorio in genere, costruendo un progetto di apprendimento e di educazione che tenga conto e rispetti le diverse tappe di crescita e di sviluppo evolutivo, in modo da risultare condiviso e da soddisfare le parti interessate.
La scuola è chiamata a rispondere alle seguenti esigenze:
– offrire un servizio formativo che sia al passo con lo sviluppo culturale e tecnologico;
– avere una funzione aggregativa che sviluppi i livelli di socializzazione e di integrazione, che possono essere limitati in una realtà di tipo decentrato quale quello della nostra isola; questa funzione aggregativa assume connotati di maggiore significatività nei plessi delle contrade minori;
– svolgere una funzione educativa che miri a prevenire e/o a circoscrivere i fattori di rischio, ricercando costantemente la sinergica collaborazione con altri Enti del Territorio (Comune, Servizi Sociali, Asp).
La nostra Scuola vuole accompagnare le bambine ed i bambini, le ragazze ed i ragazzi in un percorso armonico di crescita umana e culturale: dalla scuola dell’Infanzia sino all’Istituto di Istruzione Superiore. Il nostro intento è di offrire strutture scolastiche accoglienti e funzionali alle attività didattiche ed educative, che diventino luoghi di collaborazione con le famiglie per l’educazione dei figli e di relazione con il Territorio, che costituiscano uno spazio di apertura agli stimoli culturali e che contribuiscano a fare sentire le nostre bambine ed i nostri bambini, le nostre ragazze ed i nostri ragazzi “Cittadini della Repubblica Italiana”.
La scuola registra purtroppo una percentuale di studenti in situazione di svantaggio economico decisamente più alta di quella della Sicilia, del Sud e dell’Italia. Si tratta talvolta di famiglie numerose e fortemente segnate dalla condizione di precarietà e marginalità. Lo svantaggio incide in misura sostanzialmente uguale in tutti gli ordini di scuola.
Le opportunità di crescita culturale si presentano nell’isola complessivamente insufficienti, con alcune sacche di significativa deprivazione nei casi di maggiore precarietà.
La nostra scuola intende affrontare con costante impegno, ricercando anche tutte le possibili alleanze con il Territorio, le “difficoltà”, le “fragilità” delle ragazze e dei ragazzi della nostra isola, i quali, ai momenti di criticità tipici dell’età adolescenziale, sommano “le criticità” di un territorio marginale, che sconta, oltre all’isolamento geografico, anche un’oggettiva condizione di diseguaglianza di condizione e di opportunità.
L’educazione all’affettività ed alle relazioni sociali, l’educazione sentimentale per i rapporti con l’altro sesso costituiscono le chiavi di volta per aiutare le nostre ragazze ed i nostri ragazzi a saper gestire le proprie emozioni, i propri conflitti, personali e con gli altri, la “rabbia”; per contrastare il “disagio sociale” ed i comportamenti a rischio, dannosi per sé e per gli altri; per diffondere nelle giovani generazioni “modelli affettivi positivi ed adeguati” alle diverse fasce di età.
Se le bambine ed i bambini, le ragazze ed i ragazzi della nostra isola non “trovano” l’attenzione su questi temi a scuola, dove … la troveranno?
A mano a mano che l’educazione sociale ed emotiva continua a trovare casa in nuove aule del mondo intero, speriamo di dare forma a una nuova educazione a tutto tondo, dimostrando come la triplice attenzione – interiore, verso gli altri e verso l’esterno – può preparare al meglio i ragazzi per il futuro. (A scuola di futuro di Daniel Goleman e Peter Senge).
La presenza di alunne/i con cittadinanza non italiana rappresenta, in media, circa il 5 % della popolazione scolastica e caratterizza maggiormente la scuola secondaria di primo e secondo grado.
La diversa provenienza delle alunne e degli alunni stranieri si presta a esperienze di Intercultura, integrazione e cooperazione.
La popolazione dell’Isola è in graduale diminuzione ed invecchiamento. Il tasso di disoccupazione si attesta attorno a valori del 17 %. Il tasso di natalità è in calo e ciò pone, in prospettiva, problemi di “sopravvivenza istituzionale” per i plessi delle contrade.